Frase del mese

FRASE DEL MESE

"Sono fiero dei miei collaboratori, che hanno creato un bando complesso, rigoroso, fatto in modo scientifico" (Mario Turetta, direttore della Reggia di Venaria), infatti taglia del 40% i servizi e non da garanzie chiare su contratti e assunzioni...

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martedì 3 maggio 2016

INTIMIDAZIONE SINDACALE alla Reggia di Venaria: cosa è accaduto oggi


Gravissima intimidazione antisindacale da parte dell'ATI La Corte Reale scrl, l'azienda che gestisce i servizi in appalto rimessi in discussione con la tanto avversata nuova gara d'appalto.
Nella giornata di oggi, 3 maggio 2016, a tre giorni dallo sciopero ampiamente partecipato del primo maggio, i responsabili della suddetta azienda, che da quattro anni lavora presso la struttura, sono passati da tutti i lavoratori e le lavoratrici che hanno partecipato all'assemblea sindacale LEGITTIMA E AUTORIZZATA dalle autorità competenti il 25 aprile 2016. Motivo la consegna della lettera qui pubblicata.


 Cliccare sulle singole pagine per leggerne il contenuto
L'azienda lamenta che il sindacato non abbia accolto la sua richiesta di spostare l'assemblea in una data diversa: la richiesta è legittima, ma non vincolante. Le assemblee sindacali, per il diritto del lavoro italiano, sono INDETTE dalle OO.SS., che possono collocarle quando vogliono. Solo la prefettura può bloccare un'assemblea per termini di legge, e questo il 25 aprile 2016 non è accaduto. L'AZIENDA NON PUÒ PRETENDERE CHE VENGA SOSPESA O CAMBIATA LA DATA DI UNA ASSEMBLEA SINDACALE REGOLARMENTE AUTORIZZATA. TANTO MENO NON PUÒ POI FAR PARTIRE AZIONI DISCIPLINARI (!!!) PER CHI VI HA PARTECIPATO!
L'entità di questa azione è gravissima: azioni disciplinari per aver partecipato a un'assemblea sindacale regolarmente autorizzata. Se non può garantire il servizio (cosa falsa, perché in passato come anche il 25 aprile 2016 è stato chiamato del personale esterno o fatte delle sostituzioni per coprire il servizio), l'azienda non può andare contro il sindacato o, peggio, contro i lavoratori che partecipano alle assemblee.
La cosa che rende maggiormente ridicola (e non solo grave) la faccenda è che le lettere sono state consegnate anche a lavoratori e a lavoratrici che il 25 aprile erano a casa di riposo, non erano in turno e che perciò hanno impiegato il loro tempo libero come meglio gli aggradava, in questo caso per partecipare a un'assemblea sindacale del loro sindacato.
Abbiamo scoperto questa mattina che tutte e tre le cooperative formanti l'ATI La Corte Reale sono in gara per il nuovo appalto, sia la REAR coop, che la Copat che la Coopculture; la REAR e la Copat, come nel 2008, si presentano insieme.
Non ci stancheremo mai di dire che una di queste cooperative, la REAR coop, è la cooperativa di famiglia di Mauro Laus, consigliere regionale PD, oggi Presidente del Consiglio regionale del Piemonte, già presidente di questa cooperativa e oggi, vista la sua carriera politica ha lasciato la cooperativa... a sua cognata, con sua moglie consigliere. Non ci stancheremo di dire che questo, per noi, è un CONFLITTO D'INTERESSI grande come una casa, visto che la REAR da più di dieci anni vince appalti pubblici cittadini e regionali con pochissima concorrenza (visti anche gli stipendi da fame che paga ai suoi lavoratori, 4€ netti all'ora). Almeno lo sa il Presidente del Consiglio regionale del Piemonte (facente parte del maggior partito di sinistra, il PD), che la sua cooperativa di famiglia avvalla azioni antisindacali?
La responsabilità di questa azione intimidatoria è di queste tre cooperative, ma ci chiediamo: il Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale, che è un ente in gran parte pubblico (con Regione Piemonte, Comune di Venaria Reale e Ministero dei Beni Culturali) è a conoscenza di una condotta antisindacale di questo calibro? O forse fa comodo far finta di niente? Speriamo che i nostri dubbi siano nella parte del torto e di essere smentiti al più presto dal Consorzio stesso.
È CHIARO CHE STIAMO SUBENDO INTIMIDAZIONI E ATTACCHI, CHE VANNO ANCHE CONTRO IL NOSTRO DIRITTO SINDACALE DI PROTESTARE, SECONDO LA LEGGE, CONTRO UNA SITUAZIONE CHE CI VEDE SUBIRE IL 38% DEL TAGLIO DEL LAVORO, MENO FINANZIAMENTI PER IL NOSTRO LAVORO (UN MILIONE DI EURO), MANCANZA DI SICUREZZA SU CONTRATTI E TOTALE RIASSUNZIONE, SERVIZI MESSI IN CONCESSIONE E ALLA MERCÈ DELLE CAPACITÀ FINANZIARIE DI CHI VINCERÀ L'APPALTO.
Molti lavoratori e lavoratrici hanno oggi rifiutato di prendere e firmare la lettera, il sindacato maggioritario in Reggia, la USB, ha tranquillizzato i suoi iscritti confermando l'illegittimità delle lettere e la loro immediata contestazione: ora se ne occuperanno loro nelle sedi opportune.

Ci domandiamo quindi: sono queste le vostre carte? Queste le carte che calate dal vostro mazzo? Sembrano un po' vuote, se pensate di fermare un fronte molto compatto nella lotta contro questa gara d'appalto.

sabato 30 aprile 2016

PIÙ TAGLI... PIÙ CODE come salvare la Venaria Reale

Il 24 e il 25 aprile 2016 la Reggia di Venaria ha avuto un ammontare di ingressi pari a circa 55000. 
Esatto, CINQUANTACINQUEMILA INGRESSI. In due giorni. Tanti, vero?

Giustamente il comitato elettorale di Piero Fassino cita i successi della Torino (e cintura) turistica...

Ovviamente il merito va al luogo, magnifico, alle belle giornate, alla passione di tanti torinesi, piemontesi e turisti che stanno semrpe più scoprendo un gioiello che stupisce sempre. E forse anche merito un po' nostro, che cerchiamo di accogliere con gentilezza e professionalità i tanti visitatori, anche in questo periodo dove non è facile essere sorridenti.

Anche il candidato sindaco alla città metropolitana di Torino Piero Fassino (sindaco uscente) ha ricordato questi numeri e questo successo forse imprevedibile. C'è una cosa che però Piero Fassino e il suo comitato elettorale dimenticano di citare sempre: il tanto famigerato taglio del 40% che vivremo con il nuovo appalto.
Tralasciamo pure gli altri aspetti critici di questa gara d'appalto "scientifica e rigorosa" (cit.!), aspetti come la clausola sociale, lo stipendio, la concessione in esterno di molti servizi... 
Fermiamoci solo a quel 38-40% prospettato (qui spieghiamo bene il perché della cifra): come si farà a continuare a garantire un accoglienza DECENTE (almeno) con tutte quelle ore di servizio in meno? Saremo tutti a chiamata? Benissimo, evviva, addio allo stipendio fisso... Ma sempre meno ore saranno per il visitatore, da 113000 a 71000!

Ecco perché i tagli del 40% sono assurdi se non ridicoli

Già ora il personale scarseggia, eppure il Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale e il suo direttore Mario Turetta, appoggiato da molti consiglieri regionali PD, come Mauro Laus ("Ma chi? quello della cooperativa di famiglia REAR, che gestisce la stragrande maggioranza dei musei torinesi pagando 4€ i suoi lavoratori?" Sì lui, ma non ditelo a Chiamparino, ancora si parla di conflitto d'interesse...), o come l'assessore alla cultura Antonella Parigi ("Ma chi? quella che definisce un 40% di ore in meno solo razionalizzazioni e non tagli?" Sì, lei, ma non ditelo a Chiamparino che non sa fare di conto...), hanno deciso di andare avanti con la gara d'appalto.

Noi proveremo a far cambiare loro idea, perché non è un danno solo a noi, ma anche alla Venaria Reale che loro decantano tanto senza aver provato per almeno un giorno l'emozione di vedere le facce di stupore dei bambini entrando nella Galleria Grande, il sorriso di una vecchia venariese che non credeva di avere la possibilità in vita sua di vedere restaurata la Reggia, l'arrabbiatura di un visitatore a disagio per via della cartellonistica carente o per gli orari indicati sbagliati... noi viviamo la Venaria e i suoi ospiti ogni giorno, voi volete tagliare questo vissuto e questo potenziale.
Marco Grimaldi (SEL) e il suo intervento al Consiglio Regionale in nostro favore

Domani, festa dei lavoratori, noi scioperiamo. E sia chiaro, è ovvio che scioperiamo per i nostri diritti, questo è fuori discussione. Ma salvando noi, vogliamo anche salvare quel patrimonio che voi indegnamente credete di amministrare al meglio.

giovedì 28 aprile 2016

La nostra dignità, il nostro lavoro valgono più di 7000 voti


Ormai siamo vicini allo sciopero indetto dall'organizzazione sindacale maggioritaria in Reggia, la USB, il primo maggio. In questi mesi abbiamo chiesto aiuto e ascolto a tutte le forze politiche, dal PD al M5S fino a SEL... abbiamo chiesto ascolto e interventi contro i nostri tagli a tutte le istituzioni interessate, dal comune di Venaria alla Regione Piemonte; abbiamo ricevuto solo il sostegno di Marco Grilmaldi (SEL) e Francesca Frediani (M5S) e, tra i candidati sindaco alla città metropolitana di Torino, di Giorgio Airaudo e di Chiara Appendino. Anche il sindaco di Venaria, Roberto Falcone (M5S), dopo diversi tira e molla e dopo esserci presentati in corteo sotto il comune, ci ha ricevuti. Dall'attuale sindaco di Torino Piero Fassino niente, anche se in passato ha contribuito a riaccendere i riflettori per la rinascita della Venaria. Dal PD, quel partito che si vanta di essere depositario più di tutti della tradizione popolare e di sostegno alla classe lavoratrice del PCI, zero (se va bene) o addirittura falsità e attacchi alla nostra condizione: l'assessore PD alla cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi si nasconde dietro al mantra "non sono tagli, è una razionalizzazione" (alla faccia! 40% di razionalizzazione fa diventare lei poco razionale però! Ecco che noi la aiutiamo volentieri e le spieghiamo che si sbaglia); Mauro Laus arriva a dire che in passato per i lavoratori si sono "buttati soldi", quando la situazione del personale in reggia è già da anni precaria (e cerchiamo da anni di denunciarla qui, qui e qui). Arriva perfino a dire che non si può indicare il contratto in gara d'appalto, quando il Consiglio Regionale ha votato una delibera in cui obbliga invece l'indicazione del contratto di categoria (per noi il Federculture) negli appalti pubblici regionali (la Regione Piemonte, oltre a possedere gli spazi, è parte rilevante del cda del Consorzio che gestisce la Reggia di Venaria).
Mauro Laus, noto difensore dei diritti dei lavoratori, spiega che si sono buttati soldi per il personale e che non si può garantire uno specifico contratto. Sbaglia. Mente o è solo distratto?
Sarebbe bello chiedere al candidato e sindaco uscente Piero Fassino se accetta che la Venaria perda lavoratori e servizi, dopo molti anni faticosi di restauro e di affermazione turistica: era quello che immaginava nel 1996 quando in quella notte venne con Walter Veltroni e si stupì di quel rudere che nessuno conosceva? Ebbene, noi quel rudere divenuto bellezza per tutti lo custodiamo, lo apriamo e lo spieghiamo anche ai 55mila visitatori che tra il 24 e il 25 aprile sono venuti alla Venaria e di cui si è tanto vantato. Non è lasciando noi a casa che si aiuta a rendere Torino e cintura mete turistiche ambite. Vorremmo chiedere tutto questo, ma né dal sindaco PD Fassino e da nessuno di quel partito c'è stata una reale volontà di ascolto dei nostri problemi e del rischio che corre la Venaria Reale. 

Ma poi abbiamo capito perché.

La matematica è regina e sovrana in questa faccenda, cosa possiamo fare noi contro questa regina "razionalizzante" (come direbbe la Parigi)?

Perfomance istituzionale
Mauro Laus, consigliere regionale PD, arrivato in Regione grazie a 7000 e più voti ottenuti, è l'ex presidente della temuta REAR (cooperativa leader negli appalti pubblici in musei, teatri, servizi bibliotecari, ecc... con migliaia e migliaia di dipendenti-soci), che ha licenziato senza giusta causa 5 persone (qui all'epoca raccontammo l'accaduto, qui altri epigoni anche politici della vicenda), che paga 4€ netti all'ora i suoi soci senza tutele e orari garantiti, che vince ogni concorrenza con il massimo ribasso sugli stipendi, facendo paura ad altre cooperative e aziende che a Torino non riescono a vincere da anni appalti importanti in cui la REAR è presente... Da quando Mauro Laus, oggi presidente del Consiglio Regionale piemontese, ha fatto carriera politica la sua "creatura" è passata in mano alla cognata, Valeria Cardone, rimanendo un affare di famiglia. Qualcuno, anche se non va più di moda, griderebbe al conflitto di interesse (omioddio!).
Noi non sappiamo se la REAR vincerà la gara d'appalto, anche se sembra avere tutte le carte in regola per vincere questa gara visto che la gara garantisce molti strumenti che la facilitano nell'impresa (dalla mancanza di una chiara clausola sociale alla non identificazione di un contratto da adottare), ma sappiamo che per il PD piemontese probabilmente 7000 voti pesano più dei nostri 103 (più rispettive famiglie che manteniamo). 

Quello che 7000 voti ottenuti con Mauro Laus non possono eguagliare è la nostra dignità. E anche la vostra.


Noi non ci stiamo. 
Non permetteremo di avere il nostro stipendio dimezzato, le nostre tutele cancellate, i nostri orari diminuiti per l'interesse di qualcuno, che sia Laus o un altro, che vuole offrire un servizio alla Venaria Reale facendo la cresta sulle nostre vite e sul peggiore servizio che il 40% di tagli porterà.

Citiamo le parole che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato il 25 aprile appena trascorso: "È sempre tempo di Resistenza".
Caro presidente Laus, che in questi mesi, in questi anni, ci ha solo buttato addosso fango dall'alto della sua posizione e della sua fortuna economica ottenuta con i 4€ netti sputati dei suoi lavoratori: stia tranquillo, noi quel consiglio lo abbiamo recepito. 

Ci vediamo il primo maggio.




APPENDICE.: per gli smemorati, ecco cosa accadde dopo il sostegno del regista inglese Ken Loach di fronte al licenziamento di alcuni soci REAR dalla Mole Antonelliana e che figuraccia colossale fece fare allora Mauro Laus a tutti noi:

Nel 2014 Mauro Laus, dopo queste perfomance, è stato eletto dalla maggioranza di centrosinistra Presidente del Consiglio Regionale piemontese. Attendiamo altre perfomance con contorno di conflitto d'interesse.

venerdì 23 novembre 2012

Beh, se ci tiri in ballo, Mr. Laus...!


Se continuiamo a scrivere della vicenda del Museo del Cinema e dei lavoratori licenziati ingiustamente (come il tribunale ha confermato) non è perchè questo blog si sta trasformando nel blog della Mole (forse, si potrebbe chiamarlo allora "iMOLiamoci forte!") ma per tre chiare ragioni che non possono essere taciute:

1) Alla Venaria Reale, con condizioni e contratti diversi (la situazione è migliore invero) vige la stessa e identica logica: un luogo di cultura esternalizza i propri servizi primari (biglietteria, guardineria, assistenza, call center, pulizie, sicurezza, didattica, ecc...) per avere un risparmio, creando anche una divisione del lavoro tra "noi" e "loro", con diritti e discipline diverse; questo non evita che quando si fanno dei tagli del personale i primi a rimetterci sono i lavoratori e le lavoratrici delle aziende/cooperative in appalto, che ricevono semplicemente un taglio di ore che si trasforma in lavoro in meno (o assente!) per alcune persone, come la vicenda dei nostri 23 colleghi insegna.

2) La vicenda era stata ripresa e diffusa dal nostro blog, con conseguenti malumori della REAR e di Laus stesso, due nostri sindacalisti hanno rischiato forti sanzioni disciplinari (per saperne di più leggi qui) perchè impegnati con l'USB in quella battaglia. Quella della Mole è una storia che ha coinvolto Venaria nel passato...

3) ...e nel presente! Sì, perchè il grande statista di sinistra Mr. Laus ha risposto all'ignavo e poco informato Mr. Loach che lui si è sempre speso per i propri lavoratori, che ha applicato sempre il contratto che la committenza gli chiedeva, e che dove questo era diverso dall'Unci non ha mai avuto problemi ad applicarne uno diverso. Anzi, riportiamo qui di seguito le parole esatte che ha lasciato a La Stampa oggi:
«Partecipiamo agli appalti pubblici con la massima attenzione alla normativa vigente, a quanto contenuto nei capitolati e a quanto richiesto dai bandi di gara, compresa l’applicazione di contratti alternativi all’Unci, come avviene ad esempio alla Reggia di Venaria. E in ogni caso alla Mole i contratti rispondono alla normativa».  (Mauro Laus, presidente REAR e Consigliere Regionale PD Piemonte, La Stampa del 22 novembre 2012)
Anzi se volete leggere l'articolo in forma web cliccate qui.

Mr. Laus, se ci chiami in causa non possiamo che risponderle: ha detto un'altra bugia! Anzi, una cosa ancora peggiore, una cosa che è ancora più efficace e mistificatrice di una bugia: ha detto una mezza verità.
Ma nessun problema, le rinfreschiamo noi la memoria.

REAR E VENARIA, UNA STORIA DI CONTRATTI APPLICATI.
La REAR arriva a Venaria nel 2008, ad appalto già avviato, dopo aver vinto alcune cause legali contro le cooperative che avevano inizialmente preso in gestione il complesso. Quando la Reggia e i giardini aprirono i battenti nel 2007 i lavoratori vennero assunti con il contratto MULTISERVIZI, un contratto creato per le pulizie ma che permetteva un monte ore fisso, un guadagno di 5,4€ netti all'ora, tempo indeterminato, malattia completamente pagata, ferie garantite, tredicesima e quattordicesima. Nel 2008 arriva la REAR e mette subito in chiaro una cosa, cioè che applicherà per tutti i suoi dipendenti della Reggia il contratto UNCI, peggiorativo: 4,20€ netti all'ora, nessun monte ore fisso (solo una disponibilità dalle 0 alle 40 ore, che non garantisce lavoro continuativo e che, in caso un datore di lavoro voglia, può essere strumento di ricatto), malatia pagata solo dal terzo giorno, nessuna tredicesima, nessuna quattordicesima e maturazione di permessi e ferie minore.
Insomma, i lavoratori della Reggia hanno rischiato di, dopo solo pochi mesi di servizio, veder stracciato un contratto firmato e già applicato e di vedersi applicato un contratto di gran lunga peggiore, tutto questo con un pagamento della committenza della stessa cifra alla REAR di quella che dava alle cooperative precedenti, quindi un abbassamento di stipendio ingiustificato. SENZA CONTARE CHE NELL'APPALTO ERA SCRITTO BEN CHIARO CHE IL CONTRATTO DA UTILIZZARE ERA IL MULTISERVIZI!!!
Son dovuti passare mesi di trattativa, agitazioni sindacali, incontri dal prefetto, pronunciamenti della Regione Piemonte e anche interventi di dirigenti del Partito Democratico a livello nazionale per  dissuadere il loro "compagno" Laus a cedere; cosa che fece, uscendo subito dopo dal PD, entrando a far parte dei Moderati per il Piemonte. Rientrerà nel Partito Democratico solo dopo esser stato corteggiato dalla Bresso per le elezioni Regionali 2010 (ricordiamo che Laus capitalizza un patrimonio di 7500 voti in Piemonte, preferenze dirette che portano il suo nome).
Ecco qui gli articoli de La Stampa di quei giorni:


Clicca sulle pagine per ingrandirle e leggerle - La Stampa 20 maggio 2008



Clicca sulle immagine per ingrandirle e leggerle - La Stampa 22 maggio 2008

Finale a lieto fine? Più o meno. I lavoratori precedentemente assunti hanno visto sì confermato il loro contratto Multiservizi, ma coloro che sono stati assunti successivamente e che ancora oggi lavorano alla Reggia hanno iniziato il loro rapporto di lavoro alla Venaria Reale con un contratto UNCI!!! A nulla son valse le denunce dei sindacati sia alla REAR che al Consorzio della Venaria Reale, che di fatto ha chiuso gli occhi di fronte alla presenza dell'UNCI in Reggia. Quindi dal 2008 fino al primo maggio 2012 (data dell'avvio del nuovo appalto) abbiamo avuto lavoratori di serie B e lavoratori di serie C (i lavoratori di serie A erano e rimangono ovviamente coloro direttamente assunti dal Consorzio, dalla Reggia, senza tramiti, gestioni terze, ecc...), con due contratti ben diversi che applicavano due pesi e due misure: Multiservizi e UNCI.
Quindi non prenda in giro i lettori del quotidiano torinese e soprattutto noi, Mr. Laus. Inoltre le ricordiamo che se oggi i lavoratori e le lavoratrici della Reggia hanno un contratto ancora diverso e migliore (il Federculture) è stato grazie non alla sua bontà e correttezza, ma perchè quei lavoratori hanno lottato per averlo, sia contro di lei che contro la dirigenza della Reggia di Venaria, non molto propensi.

UNCI, PERCHÉ NON APPLICARLO MAI.
Inoltre Mr. Laus, voglio ricordarle una cosa: IL CONTRATTO UNCI È STATO DICHIARATO NON COSTITUZIONALE! Quindi non dovrebbe proprio porsi il problema di leggere bene i capitolati degli appalti per vedere se applicarlo o meno... NON DOVREBBE PROPRIO APPLICARLO!!!
Perché è stato dichiarato anticostituzionale? Ma come, un politico di centrosinistra come lei, anzi del "primo partito del Paese", non sa il perché? Bene, anche qui siamo lieti di rinfrescarle la memoria.
L'articolo 36 della Costituzione della Repubblica Italiana enuncia che: 
«Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa». 
Nel 2010 una lavoratrice di Torino che lavorava con il contratto UNCI (non della REAR) ottiene dal tribunale del lavoro di Torino la non costituzionalità del contratto UNCI. Anche La Stampa di Torino ne parlò a suo tempo.
Insomma, a quanto pare per la più alta legge italiana (la Costituzione), esser pagati 4,20€ netti all'ora non è dignitoso e non garantisce la sostenibilità propria e della propria famiglia. Strano vero?

Comunque non demorda Mr. Laus, dopo l'esposizione mediatica a livello internazionale che si è meritato, lei davanti a sé ha ancora un futuro aziendale e politico, anche quando casomai sarà costretto a cambiare il contratto ai migliaia di suoi soci-lavoratori perché anticostituzionale: può sempre candidarsi alle prossime primarie, non tanto a quelle del centrosinistra o di qualunque partito che si pone a difesa del lavoro e dei lavoratori, ma a quelle dell'incoerenza, arte in cui il maestro inglese che vuole querelare non eccelle di certo.

Zak McKracken

mercoledì 21 novembre 2012

Thank you, Mr. Loach!


Riprendiamo oggi una questione che aveva acceso forti dibattiti anche grazie a un post pubblicato sul nostro blog: quella dei lavoratori REAR licenziati alla Mole Antonelliana dopo che avevano "osato" esprimere la propria contrarietà al progetto di ridimensionamento del loro stipendio del 10% da parte della cooperativa, senza nessuna conclamata crisi.

Il 23 novembre aprirà come ogni anno il Torino Film Festival, una delle kermesse cinematografiche più prestigiose del nostro Paese, in cui in genere si espongono film d'avanguardia e d'autore. La direzione del festival ha espresso la propria volontà di consegnare il Gran Premio al regista Ken Loach. Ma il regista britannico ha fatto sapere che non ritererà il premio come gesto di coerenza e di solidarietà con i lavoratori che lavorano nella sede del TFF. Se cliccate sulle immagini qui sotto aprirete gli articoli di La Repubblica Torino e quello de La Stampa dove viene raccontato il fatto.




Il sindacato USB già mesi fa espose la situazione di intimidazione che hanno vissuto alcuni soci-lavoratori della REAR alla Mole e ala fine il regista per solidarietà ma anche per non cascare in ipocrisie (da sempre Loach è impegnato con i suoi film sulla questione lavorativa) ha deciso di rifiutare il premio. 
Ci sentiamo perciò di dire una sola cosa: THANK YOU MR. LOACH.

La situazione di questi lavoratori è ancora incerta: il tribunale ha dichiarato il loro reintegro perché il licenziamento è stato illegittimo, ma non sono ancora rientrati alla Mole. Inoltre continua ad essere applicato il contratto UNCI a tutti i soci-lavoratori della REAR (non solo della Mole Antonelliana), che è stato dichiarato incostituzionale perché non garantisce le condizioni minime di dignità e sostentamento della persona; oltre al basso stipendio di base (4,20€ netti all'ora e contratto a chiamata) continua la decurtazione di una percentuale che ha mosso al dissenso i lavoratori licenziati (ora al 6% prima al 10%).

Ricordiamo che il presidente della REAR è Mauro Laus, potente consigliere regionale, una "macchina" che sa portare a sé un bel po' di voti (7000 circa alle ultime elezioni regionali). Peccato che sia un consigliere regionale del Partito Democratico, partito che ha nel suo dna la difesa dei lavoratori. 

Beh, Mr. Laus, complimenti vivissimi, bel risultato farsi una bella figura del genere con uno dei registi più seguiti e impegnati della sinistra internazionale! Finalmente è riuscito ad approdare all'attenzione della sinistra internazionale valicando le Alpi piemontesi!

Zak McKracken


P.S.: aggiorno l'articolo perchè in queste ore sempre più articoli spuntano fuori, segno che il gesto del regista Ken Loach ha suscitato una "notizia" ripresa da diverse testate. Mettiamo qui di seguito solo il link della notizia data dal sito del TG3, con la dichiarazione del regista stesso. Per aprirlo cliccate qui.  Zak

sabato 14 gennaio 2012

Laus e i sacrifici della REAR


Da La Repubblica Torino 10/01/2012
http://torino.repubblica.it/static/rep-locali/rep-torino/popup/2012/costi-politica/1.html

Pubblichiamo qui di seguito un articolo uscito nella sezione Torino de La Repubblica il 10 gennaio 2012, riguardante il consigliere regionale PD Mauro Laus, nonchè il presidente della cooperativa REAR, leader del settore guardineria nei musei di Torino (e non solo). 

Clicca sull'immagine per aprire l'articolo citato

Dall'articolo si scopre che egli è il consigliere regionale di gran lunga più ricco del Piemonte, distaccando di molto la ex presidente Bresso e ancora di più il presidente regionale Cota. I più maligni penseranno che si vuole fare una crociata contro la ricchezza. Nossignore. In maniera molto liberale (visto che negli ultimi decenni tale visione va assai di moda) diciamo che se una persona guadagna onestamente i propri soldi ha tutto il diritto di tenerseli, pagando il proprio dovuto alla società e alla collettività con le tasse che lo Stato gli chiede. Ma non può non venirci in mente il fatto che dall'estate 2011 i soci-lavoratori REAR (presenti anche alla Reggia di Venaria), ai quali viene applicato il contratto UNCI, già dichiarato incostituzionale perchè non garantisce il minimo salariale per una vita dignitosa, hanno avuto una riduzione del 10% del proprio già misero stipendio (circa 4 euro netti all'ora, leggermente di più per i soci-lavoratori presenti in Reggia). Inoltre nel nostro blog abbiamo ampiamente raccontato le vicende di alcuni lavoratori demansionati o licenziati perchè, secondo loro, contrari a questa riduzione di stipendio o perché iscrittisi a un sindacato. 
C'è da domandarsi: il presidente della REAR, che taglia lo stipendio ai suoi soci, che chiede a loro sacrifici per far fronte a una ricapitalizzazione della propria cooperativa, avrà dato il buon esempio per tenere in vita la propria creatura? Mia opinione è che ultimamente chi chiede sacrifici per il bene comune (che può essere lo Stato in si cui vive o l'azienda in cui si lavora) sia sempre chi non ne fa, sia a livello nazionale (i nostri parlamentari) sia a livello locale-lavorativo. 

Pubblichiamo qui di seguito il relativo volantino stilato e distribuito a tutti i lavoratori della Reggia di Venaria in data 13 gennaio 2012 dal sindacato USB.

Clicca sul volantino per ingrandirlo e leggerlo meglio


Zak McKracken


venerdì 21 ottobre 2011

Delegati sindacali licenziati alla Reggia di Venaria?


Oggi 21 ottobre 2011 vi è stata una riunione tra la dirigenza REAR e il sindacato USB per discutere sul licenziamento dei delegati sindacali Antonio Mammone e Sacha Contu. I due sarebbero accusati di "grave insubordinazione". Il presunto "reato" commesso dai due delegati risale agli inizi di ottobre, quando la REAR aveva già reciso ogni dialogo sindacale con l'USB e aveva rifiutato un permesso sindacale ai due per partecipare a una riunione nella sede del sindacato in corso Marconi a Torino. 
Ricordiamo che la REAR è in lotta aperta (anche giudiziaria) con il sindacato USB soprattutto per la questione della Mole Antonelliana, dove alcuni iscritti sono stati licenziati perché critici circa il decurtamento del 10% del loro già basso stipendio (4 euro netti all'ora). Per capire bene la faccenda potete leggere l'altro articolo in proposito presente nel nostro blog cliccando QUI. La questione, come da noi già scritto, è approdata anche in Regione Piemonte, dove Mauro Laus, presidente della REAR, è Consigliere Regionale del Partito Democratico.
Per tale rottura nei rapporti tra sindacato e azienda venne negato il permesso sindacale ai delegati USB per partecipare alla riunione in sede USB. Quel giorno Antonio e Sacha andarono comunque in corso Marconi, convinti di stare esercitando un loro diritto, ricevendo così una lettera con l'accusa sopracitata. Oggi la direzione REAR li ha incontrati insieme agli avvocati per definire un loro possibile licenziamento. Ecco l'SMS che Antonio Mammone ha mandato a tutti gli iscritti USB della Reggia di Venaria.
Buongiorno a tutti/e, oggi io e sacha siamo stati alla rear per discutere della nostra situazione. Abbiamo detto che sono i lavoratori che scelgono il sindacato e i delegati da cui farsi rappresentare, e quindi che noi continueremo a fare il nostro lavoro e che non abbiamo paura di loro. Per una riunione a cui io e sacha abbiamo partecipato vogliono licenziarci... Tra lunedì e mercoledì ci faranno sapere la loro decisione!!!! Non vi preoccupate, lo fanno per spaventare, ma non hanno capito con chi hanno a che fare. Stiamo uniti, hanno una paura fottuta di noi!!!! Antonio e Sacha, due dei vostri delegati.
Antonio Mammone ha dichiarato che "l'attacco subito da me e da Sacha è solo un atto politico da parte della cooperativa di Mauro Laus nei confronti di un sindacato, l'USB, che sta lottando per dare più dignità a dei colleghi sfruttati in Reggia e in altri musei, come la Mole Antonelliana"; sempre a detta di Antonio Mammone, il loro licenziamento servirebbe solo per intimidire i lavoratori nelle relazioni sindacali.
Il licenziamento di due delegati sindacali, con le premesse illustrate, potrebbe essere un atto eccessivo e molto grave per la libertà sindacale dei lavoratori della Reggia di Venaria, anzi il più grave mai accaduto nel cantiere dalla sua apertura nel 2007. Se veramente la prossima settimana Antonio e Sacha venissero licenziati, 80 lavoratori su 120 della Reggia di Venaria si vedrebbero privare dei loro rappresentanti sindacali. Questo a causa del loro impegno sindacale a favore dei lavoratori stessi. L'attacco a un sindacato non è mai un attacco a un sindacato solo, ma all'idea stessa di sindacato: se oggi possono farlo con i lavoratori iscritti all'USB (che tra l'altro è il sindacato maggioritario) perché non possono farlo con i lavoratori degli altri sindacati?


Mi domando: quale sarà la reazione degli 80 e più sopracitati lavoratori presenti in Reggia? Accetteranno una decisione in tale senso o reagiranno magari con uno sciopero? I prossimi mesi sono mesi molto importanti per la Reggia di Venaria, non solo continua la mostra sulla Moda italiana (che sta riscuotendo grandissimo successo), ma a novembre aprirà anche l'attesissima mostra su Leonardo, che ha già registrato il tutto esaurito di prenotazioni e che esibirà per la prima volta il celeberrimo autoritratto del genio rinascimentale. Uno sciopero dei lavoratori in difesa dei propri delegati sindacali in questi mesi caldi rischia di attirare tutta la visibilità mediatica possibile sulle condizioni di lavoro presenti alla Reggia di Venaria e nei cantieri dove opera la REAR; una visibilità che forse né il Consorzio di Valorizzazione Culturale della Venaria Reale e né la REAR di Mauro Laus avrebbero piacere di avere. 


Zak McKracken

martedì 11 ottobre 2011

Una Mole di guai.

La REAR Società cooperativa è la cooperativa leader in ambito museale a Torino e in provincia ed è anche dal 2008 la capocordata dell'appalto che gestisce la fruizione alla Reggia di Venaria, occupandosi in particolar modo del presidio delle sale, per la sicurezza di persone e opere all'interno della struttura. Dal 2007 alla Reggia di Venaria sono presenti soprattutto due sindacati: l'USB e la CGIL. Il primo è il sindacato di maggioranza, rappresentando più della metà dei lavoratori.
Il 27 settembre 2011 la REAR, con il seguente comunicato stampa, ha deciso dopo anni di rompere ogni rapporto sindacale.
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Perché questa drastica decisione che, a detta del sindacato, è un'azione antisindacale molto grave? Quali sono le ragioni?

Facciamo un po' il punto della situazione e per farlo faremo finta di prendere la navetta da Venaria per dirigerci in un altro punto turistico molto ambito nel panorama piemontese: LA MOLE ANTONELLIANA.
La gestione della Mole è stata appaltata anch'essa alla REAR, il cui presidente è il Consigliere Regionale del Partito Democratico Mauro Laus. Alla Mole, come in tutti i cantieri dove la REAR è presente (quindi anche a Venaria), i soci-lavoratori di questa cooperativa stanno subendo da qualche mese un decurtamento del 10% dal loro stipendio. L'azienda motiva tale decisione per via di una crisi aziendale, dovuta ai ritardi nei pagamenti da parte delle committenze.
L'azienda è in crisi e i lavoratori-soci ci rimettono il 10% del loro stipendio. Ora la cosa più divertente è sapere quanto prendono all'ora questi lavoratori: 4 euro e rotti all'ora!!!! Sì avete letto bene, 4 euro e rotti all'ora, non è un errore di stampa. Ci sono da aggiungere le condizioni di lavoro del contratto UNCI che questi lavoratori hanno: l'azienda chiede loro una disponibilità da 0 a 40 ore, senza orario fisso (in sostanza: questa settimana mi servi allora ti chiamo, la prossima vediamo). Ovviamente, facciamo finta che la REAR volesse approfittarne di questa condizione di forza, cosa succederebbe? Un lavoratore che da fastidio lo si lascia due o tre settimane a casa senza lavorare...
Alla riunione dei soci del 20 giugno del 2011 in cui si è votato questo decurtamento dallo stipendio, alcuni di essi hanno votato contro, ritenendo non giusto privarsi del 10% di 4 euro all'ora. Il giorno dopo, a detta dei lavoratori interessati, sono iniziate da parte dell'azienda le pressioni, alcuni di loro hanno ricevuto un demansionamento e una di queste colleghe è stata licenziata, senza aver mai ricevuto una lettera di richiamo in 11 anni di lavoro in REAR.
Riportiamo qui di seguito l'appassionata lettera di un nostro collega che lavora alla Mole Antonelliana, indirizzata anche al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Sindaco di Torino, ad altre figure istituzionali, ma credo in primo luogo indirizzata a noi tutti; potrete scaricarlo anche in pdf cliccando qui.

     
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Da qualche mese questi lavoratori, per la prima volta in 11 anni, hanno deciso di riunirsi in un sindacato e di dialogare con l'azienda in una dialettica sindacale. Il sindacato è l'USB, quello anche presente in Reggia. Alcuni sindacalisti hanno fatto volantinaggio al di fuori della Mole (su suolo pubblico) ai lavoratori che uscivano dal loro luogo di lavoro; a detta dei sindacalisti presenti un responsabile REAR in quell'occasione ha intimato di smettere nell'immediato un'azione, a nostro parere, del tutto legittima in un Paese dove la libertà di opinione conta ancora qualcosa.
Dopo questi eventi la REAR ha rotto ogni possibile dialogo con il sindacato USB, non solo alla Mole Antonelliana, ma anche alla Reggia di Venaria. La REAR  ha così deciso che la maggioranza dei lavoratori della Reggia di Venaria non può essere difesa e rappresentata nelle questioni sindacali dal sindacato che liberamente ha scelto.
Ora, è vero che in Italia l'ultimo modello FIAT è quello imperante (sto parlando del "modello Marchionne" e non della "Panda") e con esso le aziende pretendono di scegliersi loro il sindacato con cui dialogare... però mi viene da dire: il sindacato, che funzioni bene o che funzioni male, è ancora una cosa che spetta per definizione ai lavoratori... VOLETE TOGLIERCI ANCHE QUESTO?

La USB ha una pratica legale aperta con la REAR per condotta antisindacale, per aver violato l'articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori; non è paradossale che il presidente della REAR sia un Consigliere Regionale del Partito Democratico, quel partito che dovrebbe, a suo dire, più di tutti far proprie le istanze dei lavoratori e delle lavoratrici? Un Consigliere Regionale PD che per primo non sa far rispettare dalla sua azienda le regole sindacali...
Concludiamo questo lungo articolo con l'invito fatto dal sindacato USB

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Io credo che bisogna dare in qualche modo un sostegno, un aiuto o una vicinanza a questi nostri colleghi che hanno avuto solo la disgrazia di essere critici; non è questione di sigle sindacali, non è una faccenda che tocca in primo luogo al sindacato USB, ma è una questione che tocca in primo luogo noi come singoli cittadini e come singoli lavoratori di questo Paese in crisi.


Zak McKracken