Frase del mese

FRASE DEL MESE

"Sono fiero dei miei collaboratori, che hanno creato un bando complesso, rigoroso, fatto in modo scientifico" (Mario Turetta, direttore della Reggia di Venaria), infatti taglia del 40% i servizi e non da garanzie chiare su contratti e assunzioni...

Visualizzazione post con etichetta sciopero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sciopero. Mostra tutti i post

martedì 17 maggio 2016

SCIOPERO ALLA REGGIA DI VENARIA: PrimoMaggio di lotta contro i tagli

FESTA DEI LAVORATORI: SCIOPERO, CORTEO E PRESIDIO ALLA REGGIA DI VENARIA. OGNI GIORNO VIVIAMO UN PRIMO MAGGIO.
 
Anche quest’anno ha sfilato il corteo del primo maggio, un po’ bagnato ma molto sentito, nelle principali vie del centro storico di Torino, è partito da piazza Vittorio per arrivare in piazza San Carlo, con una imprevista lunga sosta in piazza Castello che ha deciso la Polizia per non disturbare il comizio di Fassino. Anche noi abbiamo partecipato e portato i nostri striscioni per queste vie e sul palco in piazza San Carlo.
L’USB, il più partecipato sindacato in Reggia, il primo maggio ha indetto lo sciopero di tutto il giorno, noi lavoratori della Reggia abbiamo aderito in massa, un numero al di sopra di ogni più ottimistica aspettativa; 13 erano i precettati dall’azienda per garantire la fruizione parziale del complesso e la sicurezza di visita, secondo le nuove normative in quanto i musei sono diventati "servizi essenziali".
I motivi che ci hanno uniti in questa scelta sono molti, per noi non si è trattato solo di onorare questo giorno di festa per i lavoratori, non solo la protesta per il grave peggioramento o cancellazione delle tutele dei lavoratori: l’abolizione dell’articolo 18, il Jobs Act e il nuovo codice degli appalti.
Si aggiunge a questa chiara volontà di indebolire il lavoratore da parte del governo, il fatto di essere legati a cooperative a cui viene data la gestione in subappalto dal nostro reale “datore” o che lo è indirettamente Il Consorzio per la valorizzazione della Venaria Reale. Le cooperative si aggiudicano la gara per 4-3 anni a volte rinnovabili, seguono i ricorsi e successivi cambi di cooperativa, una volta assestato il nuovo rapporto lavorativo scade, arriva nuovamente il caos, ancora l’incertezza. Ad ogni cambio appalto ci aspettano nuove lotte per il mantenimento del nostro posto di lavoro, per un contratto e una retribuzione dignitose, nei bandi sono inserite sempre nuove sorprese, qualche trappola pronta a scattare.
Questo corrente è il nono anno in queste condizioni, il più AVVINCENTE grazie al nuovo direttore Mario Turetta che prevede nella gara in svolgimento il taglio del 38% del personale della Reggia, senza dichiarare lo stato di crisi, in cui non è inserita una blandissima clausola sociale o il contratto di riferimento. Il nostro direttore ci sta costringendo a vivere ripetutamente il primo maggio per le strade e le piazze tra Torino e Venaria, per far sentire la nostra voce a chi possa e voglia interrompere questa ingiustizia, mentre lui non vuole ricevere o ascoltare i nostri delegati.
Il primo maggio, nel pomeriggio, il nostro corteo da Torino si è spostato davanti la Reggia, un presidio anche davanti la coda formata davanti la biglietteria, i nostri delegati hanno preso la parola a turno e evidenziato i motivi che hanno costretto l’assenza dal personale in Reggia, e scusarsi dei conseguenti disagi che stavano vivendo.

sabato 30 aprile 2016

PIÙ TAGLI... PIÙ CODE come salvare la Venaria Reale

Il 24 e il 25 aprile 2016 la Reggia di Venaria ha avuto un ammontare di ingressi pari a circa 55000. 
Esatto, CINQUANTACINQUEMILA INGRESSI. In due giorni. Tanti, vero?

Giustamente il comitato elettorale di Piero Fassino cita i successi della Torino (e cintura) turistica...

Ovviamente il merito va al luogo, magnifico, alle belle giornate, alla passione di tanti torinesi, piemontesi e turisti che stanno semrpe più scoprendo un gioiello che stupisce sempre. E forse anche merito un po' nostro, che cerchiamo di accogliere con gentilezza e professionalità i tanti visitatori, anche in questo periodo dove non è facile essere sorridenti.

Anche il candidato sindaco alla città metropolitana di Torino Piero Fassino (sindaco uscente) ha ricordato questi numeri e questo successo forse imprevedibile. C'è una cosa che però Piero Fassino e il suo comitato elettorale dimenticano di citare sempre: il tanto famigerato taglio del 40% che vivremo con il nuovo appalto.
Tralasciamo pure gli altri aspetti critici di questa gara d'appalto "scientifica e rigorosa" (cit.!), aspetti come la clausola sociale, lo stipendio, la concessione in esterno di molti servizi... 
Fermiamoci solo a quel 38-40% prospettato (qui spieghiamo bene il perché della cifra): come si farà a continuare a garantire un accoglienza DECENTE (almeno) con tutte quelle ore di servizio in meno? Saremo tutti a chiamata? Benissimo, evviva, addio allo stipendio fisso... Ma sempre meno ore saranno per il visitatore, da 113000 a 71000!

Ecco perché i tagli del 40% sono assurdi se non ridicoli

Già ora il personale scarseggia, eppure il Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale e il suo direttore Mario Turetta, appoggiato da molti consiglieri regionali PD, come Mauro Laus ("Ma chi? quello della cooperativa di famiglia REAR, che gestisce la stragrande maggioranza dei musei torinesi pagando 4€ i suoi lavoratori?" Sì lui, ma non ditelo a Chiamparino, ancora si parla di conflitto d'interesse...), o come l'assessore alla cultura Antonella Parigi ("Ma chi? quella che definisce un 40% di ore in meno solo razionalizzazioni e non tagli?" Sì, lei, ma non ditelo a Chiamparino che non sa fare di conto...), hanno deciso di andare avanti con la gara d'appalto.

Noi proveremo a far cambiare loro idea, perché non è un danno solo a noi, ma anche alla Venaria Reale che loro decantano tanto senza aver provato per almeno un giorno l'emozione di vedere le facce di stupore dei bambini entrando nella Galleria Grande, il sorriso di una vecchia venariese che non credeva di avere la possibilità in vita sua di vedere restaurata la Reggia, l'arrabbiatura di un visitatore a disagio per via della cartellonistica carente o per gli orari indicati sbagliati... noi viviamo la Venaria e i suoi ospiti ogni giorno, voi volete tagliare questo vissuto e questo potenziale.
Marco Grimaldi (SEL) e il suo intervento al Consiglio Regionale in nostro favore

Domani, festa dei lavoratori, noi scioperiamo. E sia chiaro, è ovvio che scioperiamo per i nostri diritti, questo è fuori discussione. Ma salvando noi, vogliamo anche salvare quel patrimonio che voi indegnamente credete di amministrare al meglio.

giovedì 28 aprile 2016

La nostra dignità, il nostro lavoro valgono più di 7000 voti


Ormai siamo vicini allo sciopero indetto dall'organizzazione sindacale maggioritaria in Reggia, la USB, il primo maggio. In questi mesi abbiamo chiesto aiuto e ascolto a tutte le forze politiche, dal PD al M5S fino a SEL... abbiamo chiesto ascolto e interventi contro i nostri tagli a tutte le istituzioni interessate, dal comune di Venaria alla Regione Piemonte; abbiamo ricevuto solo il sostegno di Marco Grilmaldi (SEL) e Francesca Frediani (M5S) e, tra i candidati sindaco alla città metropolitana di Torino, di Giorgio Airaudo e di Chiara Appendino. Anche il sindaco di Venaria, Roberto Falcone (M5S), dopo diversi tira e molla e dopo esserci presentati in corteo sotto il comune, ci ha ricevuti. Dall'attuale sindaco di Torino Piero Fassino niente, anche se in passato ha contribuito a riaccendere i riflettori per la rinascita della Venaria. Dal PD, quel partito che si vanta di essere depositario più di tutti della tradizione popolare e di sostegno alla classe lavoratrice del PCI, zero (se va bene) o addirittura falsità e attacchi alla nostra condizione: l'assessore PD alla cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi si nasconde dietro al mantra "non sono tagli, è una razionalizzazione" (alla faccia! 40% di razionalizzazione fa diventare lei poco razionale però! Ecco che noi la aiutiamo volentieri e le spieghiamo che si sbaglia); Mauro Laus arriva a dire che in passato per i lavoratori si sono "buttati soldi", quando la situazione del personale in reggia è già da anni precaria (e cerchiamo da anni di denunciarla qui, qui e qui). Arriva perfino a dire che non si può indicare il contratto in gara d'appalto, quando il Consiglio Regionale ha votato una delibera in cui obbliga invece l'indicazione del contratto di categoria (per noi il Federculture) negli appalti pubblici regionali (la Regione Piemonte, oltre a possedere gli spazi, è parte rilevante del cda del Consorzio che gestisce la Reggia di Venaria).
Mauro Laus, noto difensore dei diritti dei lavoratori, spiega che si sono buttati soldi per il personale e che non si può garantire uno specifico contratto. Sbaglia. Mente o è solo distratto?
Sarebbe bello chiedere al candidato e sindaco uscente Piero Fassino se accetta che la Venaria perda lavoratori e servizi, dopo molti anni faticosi di restauro e di affermazione turistica: era quello che immaginava nel 1996 quando in quella notte venne con Walter Veltroni e si stupì di quel rudere che nessuno conosceva? Ebbene, noi quel rudere divenuto bellezza per tutti lo custodiamo, lo apriamo e lo spieghiamo anche ai 55mila visitatori che tra il 24 e il 25 aprile sono venuti alla Venaria e di cui si è tanto vantato. Non è lasciando noi a casa che si aiuta a rendere Torino e cintura mete turistiche ambite. Vorremmo chiedere tutto questo, ma né dal sindaco PD Fassino e da nessuno di quel partito c'è stata una reale volontà di ascolto dei nostri problemi e del rischio che corre la Venaria Reale. 

Ma poi abbiamo capito perché.

La matematica è regina e sovrana in questa faccenda, cosa possiamo fare noi contro questa regina "razionalizzante" (come direbbe la Parigi)?

Perfomance istituzionale
Mauro Laus, consigliere regionale PD, arrivato in Regione grazie a 7000 e più voti ottenuti, è l'ex presidente della temuta REAR (cooperativa leader negli appalti pubblici in musei, teatri, servizi bibliotecari, ecc... con migliaia e migliaia di dipendenti-soci), che ha licenziato senza giusta causa 5 persone (qui all'epoca raccontammo l'accaduto, qui altri epigoni anche politici della vicenda), che paga 4€ netti all'ora i suoi soci senza tutele e orari garantiti, che vince ogni concorrenza con il massimo ribasso sugli stipendi, facendo paura ad altre cooperative e aziende che a Torino non riescono a vincere da anni appalti importanti in cui la REAR è presente... Da quando Mauro Laus, oggi presidente del Consiglio Regionale piemontese, ha fatto carriera politica la sua "creatura" è passata in mano alla cognata, Valeria Cardone, rimanendo un affare di famiglia. Qualcuno, anche se non va più di moda, griderebbe al conflitto di interesse (omioddio!).
Noi non sappiamo se la REAR vincerà la gara d'appalto, anche se sembra avere tutte le carte in regola per vincere questa gara visto che la gara garantisce molti strumenti che la facilitano nell'impresa (dalla mancanza di una chiara clausola sociale alla non identificazione di un contratto da adottare), ma sappiamo che per il PD piemontese probabilmente 7000 voti pesano più dei nostri 103 (più rispettive famiglie che manteniamo). 

Quello che 7000 voti ottenuti con Mauro Laus non possono eguagliare è la nostra dignità. E anche la vostra.


Noi non ci stiamo. 
Non permetteremo di avere il nostro stipendio dimezzato, le nostre tutele cancellate, i nostri orari diminuiti per l'interesse di qualcuno, che sia Laus o un altro, che vuole offrire un servizio alla Venaria Reale facendo la cresta sulle nostre vite e sul peggiore servizio che il 40% di tagli porterà.

Citiamo le parole che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato il 25 aprile appena trascorso: "È sempre tempo di Resistenza".
Caro presidente Laus, che in questi mesi, in questi anni, ci ha solo buttato addosso fango dall'alto della sua posizione e della sua fortuna economica ottenuta con i 4€ netti sputati dei suoi lavoratori: stia tranquillo, noi quel consiglio lo abbiamo recepito. 

Ci vediamo il primo maggio.




APPENDICE.: per gli smemorati, ecco cosa accadde dopo il sostegno del regista inglese Ken Loach di fronte al licenziamento di alcuni soci REAR dalla Mole Antonelliana e che figuraccia colossale fece fare allora Mauro Laus a tutti noi:

Nel 2014 Mauro Laus, dopo queste perfomance, è stato eletto dalla maggioranza di centrosinistra Presidente del Consiglio Regionale piemontese. Attendiamo altre perfomance con contorno di conflitto d'interesse.

domenica 12 febbraio 2012

Assemblea sindacale a Castelvecchio

I lavoratori/trici in assemblea a Castelvecchio
Oggi, divisa sui due turni di lavoro, si è svolta l'assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici della Reggia di Venaria. Nella medesima assemblea si è deciso di confermare lo sciopero indetto per domenica 19 febbraio 2012, giornata di chiusura della mostra su Leonardo, il genio, il mito.
Le motivazioni sono le stesse per le quali sono stati indetti gli scioperi del 3 e del 5 febbraio 2012. 
Lo sciopero di domenica 19 febbraio questa volta durerà non solo 4 ore per turno ma l'intero orario di apertura; qualunque lavoratore/trice potrà esercitare il suo diritto di partecipazione. 
Probabile anche un'assemblea all'interno dello sciopero per discutere degli sviluppi.
Intanto nei prossimi giorni le Organizzazioni Sindacali si incontreranno con le aziende REAR e Copat per parlare del periodo di chiusura, delle ferie forzate e di altre problematiche legate agli orari di lavoro.


Zak McKracken

martedì 31 gennaio 2012

Fallimento del tentativo di conciliazione, future iniziative di lotta

Ieri 30 gennaio alla prefettura di Torino vi è stato un tentativo di conciliazione tra i sindacati presenti in Reggia (USB e CGIL), il Consorzio di Valorizzazione Culturale (l'ente che gestisce la Reggia di Venaria) e le aziende che attualmente godono dell'appalto ancora vigente in Reggia (REAR e Copat). Proprio la questione dell'appalto è la mela della discordia tra questi tre soggetti: quello attuale da più di un anno è scaduto ed è in deroga; il nuovo appalto, che stenta a partire, dovrebbe garantire ai lavoratori della Reggia il contratto Federculture, il contratto di categoria, un contratto migliore, sia nella retribuzione che nelle garanzie lavorative. Attualmente i lavoratori e le lavoratrici della Reggia hanno il contratto multiservizi (i più fortunati, benché percepiscano all'incirca 5,50€ netti all'ora) o il contratto UNCI (contratto giudicato incostituzionale perché non riconosce una dignitosa retribuzione e applicato ai soci-lavoratori REAR, benchè già nel 2008 la Regione Piemonte, garante allora del primo appalto, avesse chiarito che il contratto multiservizi doveva essere l'unico contratto possibile all'interno della struttura).

Si può scaricare cliccando qui il verbale ufficiale redatto dalla Prefettura di Torino, dove  leggere il risultato delle trattative per il tentativo di conciliazione.

Molti i temi discussi durante l'incontro in Prefettura. Lo stesso Consorzio ha ammesso che i lavoratori stanno subendo un danno economico senza averne colpa e perciò, come piccola forma temporanea di compensazione, è stata concessa l'erogazione dei buoni pasto dal mese di agosto, in previsione di una tempestiva applicazione del nuovo contratto all'interno dell'assegnazione del nuovo appalto. Ma ora la data di partenza del nuovo appalto è slittata ulteriormente chissà quando.
Le cooperative che lottano per vincere la gestione della Reggia di Venaria (da una parte le neo alleate REAR, Copat e Codess Cultura, dall'altra la Socioculturale) si stanno fronteggiando con ricorsi e controricorsi: il boccone è ghiotto, essendo la Reggia uno dei siti museali più visitati d'Italia (un milione di visitatori dal 17 marzo 2011 al 28 gennaio 2012), ma così si rischia di dover attendere il giudizio del Consiglio di Stato con gli attuali contratti fino alla fine del 2012. Il Consorzio, a detta dei sindacati, avrebbe potuto assegnare fin da subito un appalto provvisorio (per far partire l'applicazione del contratto Federculture), ma non l'ha fatto. 
Da più di un anno i lavoratori della Reggia denunciano non solo la mancanza di una reale volontà di ascolto di aziende e Consorzio sui contratti, ma anche condizioni di lavoro che vanno sempre più peggiorando, con tagli delle ore, delle postazioni, dei mezzi per garantire un buon servizio al visitatore.
Inoltre con la chiusura della Reggia nel mese di marzo, per il secondo anno di fila e dopo le promesse dell'anno scorso che ciò non sarebbe ulteriormente accaduto, i lavoratori dovranno andare in ferie forzate, giocandosi permessi e ferie accumulate in un anno. Le ferie e i permessi sono l'unica valvola di sfogo per chi fa un lavoro che lo impegna tutte le domeniche e in tutte le festività civili e religiose (compreso il Primo maggio, escluso il Natale).

Come conseguenza del forte disagio che si respira da mesi, per la prima volta il 27 gennaio 2012 la Reggia ha dovuto chiudere l'ingresso ai visitatori per l'altissima partecipazione dei lavoratori che hanno partecipato allo Sciopero Nazionale Generale di alcune sigle sindacali di base (tra cui anche l'USB). 

Il sindacato USB (e si attende a breve una decisione analoga dalla CGIL) ha indetto due ulteriori scioperi: uno il 3 febbraio 2012 (solo per il call center) e l'altro domenica 5 febbraio 2012 per tutti gli altri comparti. 

Facile e attesa un'ulteriore alta partecipazione dei lavoratori.

Riportiamo qui di seguito il volantino oggi distribuito alle lavoratrici e ai lavoratori della Reggia dal sindacato USB:

Clicca sull'immagine per ingrandirla
Zak McKracken


giovedì 26 gennaio 2012

Sciopero Generale USB - 27 gennaio 2012


Ricordiamo a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici della Reggia di Venaria che venerdì 27 gennaio 2012 la USB ha indetto uno sciopero su scala nazionale. Siamo tutti invitati a partecipare, sia per le scelte economiche a livello nazionale che per la situazione lavorativa presente in Reggia, arricchita nelle ultime ore da dettagli che forse conoscete e che non sono di certo incoraggianti.
Qualunque lavoratore può partecipare, anche se iscritto in altri sindacati (o anche se non iscritto a nessun sindacato), come è già successo per lo sciopero generale CGIL del 6 settembre 2011 (a cui hanno partecipato anche i lavoratori/trici iscritti/e ad altre organizzazioni sindacali).

Per saperne di più cliccate sull'immagine.



Zak McKracken

giovedì 12 gennaio 2012

Una voce tra tante


Chiunque avrà voglia di perdere qualche minuto della propria vita, grazie. 
Sono un "ragazzo" di quasi 28 anni, da quattro anni e qualche mese lavoro alla Reggia di Venaria Reale con un contratto part-time. Laureato in storia, molti sogni nel cassetto, grande incertezza sul futuro, faccio il guardiasala.
Io, il mio posto di lavoro, ho imparato ad amarlo e a odiarlo. In qualche modo posso ritenermi fortunato, visto che molte persone imparano solo a odiarlo. La Reggia mi ha garantito un minimo di sopravvivenza, perché, sembra strano doverlo specificarlo, a 25-28 anni una persona vorrebbe concretizzare appieno i suoi sogni, le sue idee e le sue scelte di quello spazio di tempo che noi tutti chiamiamo vita. Faccio comunque fatica ad arrivare a fine mese. Non posso accedere a un mutuo, perché il mio stipendio non me lo permette. Da quattro anni (a parte durante un'aspettativa di due mesi presa per la stesura della mia tesi di laurea) non faccio una festività, non ho passato una domenica libera, se non usando permessi e ferie. Io e i miei colleghi non abbiamo mai quel buco di riposo riconosciuto (come per altri può essere il primo maggio o pasquetta) durante l'anno in cui avere un attimo di respiro per godersi la famiglia, gli amici, il tempo con se stessi.

Perché questa introduzione? Queste poche righe che scrivo mi rappresentano, ma avrei potuto scrivere di tanti colleghi, di tante vite, di tante situazioni simili e diverse, di chi non arriva a fine mese con figli a carico, di chi ha due lauree e cerca di sbarcare il lunario, di chi ha un mutuo, di chi deve sposarsi o vorrebbe ma non può, ecc... tutte vite concrete.
Sono tante le vite che si intrecciano e a volte si scontrano alla Reggia di Venaria... tutte cose concrete. Non sempre è facile percepire questo quando si incontrano tutti i giorni le stesse facce in maniera superficiale senza andare oltre, se va bene, ad un cortese "ciao" o "buongiorno".

Da due anni ormai ci sono trattative tra il Consorzio di Valorizzazione Culturale (l'ente che gestisce l'intera struttura) e i sindacati, riguardanti il cambio di contratto, un contratto che esiste già da anni e che è quello specifico per la categoria: il contratto federculture.
Posso immaginare quanto l'applicazione di un contratto del genere (migliore dal punto di vista contributivo e delle condizioni di lavoro e di formazione dei lavoratori) possa far storcere il naso a molti non solo all'interno del Consorzio, ma anche a molti dell'intero sistema museale. Potrebbe creare un precedente rischioso e non mi stupisco se molti vogliano far saltare questo nuovo appalto ancora non partito. 
Capisco anche la complessità della lotta e della vicenda, aggravatasi dai diversi ricorsi legali tra aziende e cooperative che si contendono il boccone della Venaria.
Da più di un anno doveva partire il nuovo appalto, ma ancora niente.

Ho partecipato anch'io all'assemblea sindacale di lunedì 9 gennaio scorso. Mi sono portato dentro un disagio grande quanto i quattro anni passati in Reggia, lo stesso disagio, la stessa rabbia che sento, che percepisco dai miei colleghi. Sono stato contento per una volta di poter sentire dalle voci irate e deluse dei miei colleghi che il disagio non appartiene solo a me; intendiamoci, non sono per niente convinto dell'antico agio "mal comune mezzo gaudio", ma la rabbia e il disagio, se condivisi, si possono trasformare in cose concrete, in azioni ponderate e ben mirate, in azioni di lotta. 

La concretezza è ciò che manca e che ci è mancato in questi anni, ogni volta sempre a rincorrere promesse e parole forniteci dagli stessi piazzisti. Ma io sono molto deluso anche dall'azione sindacale svoltasi in questi mesi, molto attendista, e, a mio parere, non sempre in linea con la volontà dei lavoratori. Ad agosto mi ricordo benissimo che si era votato di fare due scioperi: uno al 15 agosto (poi non fattibile per la franchigia ministeriale ma trasformato in un'assemblea sindacale con volantinaggio di protesta) e poi un altro, se non vi fossero state azioni concrete del Consorzio per dare un'aggiudicazione provvisoria del nuovo appalto (fermo da un anno), a settembre... ma il mandato dei lavoratori non è stato rispettato, perché alla fine in Reggia non si è mai fatto uno sciopero (c'è stata solo una partecipazione a quello nazionale) e noi, come risposta, abbiamo ottenuto un ulteriore proroga del vecchio appalto fino a fine gennaio 2012, senza sapere NIENTE dei nostri destini. Forse perché, da quanto ci fanno intendere, a pochi - in primis nel Consorzio - frega qualcosa del nostro futuro: si abbia almeno l'onestà e il coraggio di dircelo, tanto noi già lo sappiamo. Non voglio fare di tutta un'erba un fascio, ma da ciò che abbiamo appreso in assemblea a fine gennaio c'è l'intenzione di concedere un'altra qualche forma di proroga, rimandando ulteriormente l'applicazione (anche provvisoria) del nuovo contratto federculture, sconfessando ancora una volta la parola data da parte del Consorzio.


Mi ha fatto male lunedì scorso all'assemblea sindacale esser trattato dal mio sindacato come un bambino da istruire: sono stufo che altri mi spieghino la cronistoria delle vicende della Reggia per farmi capire quali progressi sono stati raggiunti quando quelle vicende le sto vivendo in prima persona. Inoltre sono stufo di fare assemblee sindacali di lunedì, il giorno di riposo per molti di noi, per non dare ulteriori fastidi alla gestione della Reggia; non accetto la risposta che in tale modo si fanno guadagnare 2 ore in più ai lavoratori: ma siamo così meschini di accontentarci di 11 euro? Inoltre è allucinante scoprire dalla stessa voce dei sindacati alcuni errori enormi commessi nei mesi scorsi, come quello di non precettare le aziende per alcune sostituzioni del personale avvenute durante lo sciopero generale del 6 settembre.
Io non voglio negare i risultati ottenuti in questi anni dai sindacati, ma credo che da questa estate ci sia stata una grossa carenza di concretezza e ci stiamo giocando il nostro futuro e intanto anche chi fa un tempo pieno di 40 ore non raggiunge 900-1000 euro al mese... 
Vorrei che i sindacati invece di chiedere con parole coraggio a noi si convincessero a darci quella concretezza che chiediamo da tempo: NON ABBIATE PAURA DI DARCI LA POSSIBILITÀ DI LOTTARE PER IL NOSTRO FUTURO! La partecipazione dei lavoratori non è in discussione, tanto che in assemblea gente che mai si è esposta chiedeva ad alta voce di scioperare! Cosa dobbiamo aspettare, che al 29 gennaio - quando finiranno tutte le mostre e non ci saranno più eventi e visitatori alla Reggia - ci dicano "Ci dispiace, ma non se ne fa nulla"?
Non voglio attaccare l'impegno e la volontà dei miei delegati, di coloro che sono miei colleghi, che in questi anni si sono spesi e hanno anche pagato con fatica in più e con la propria faccia il proprio servizio per tutti; in loro ripongo la mia fiducia e la mia stima.  Questo non è un giudizio alle persone, ma una richiesta di maggiore concretezza e attenzione nelle scelte del breve futuro davanti a noi.

Il nuovo appalto deciderà le nostre vite per otto anni: avremo ancora uno stipendio di 5 euro e mezzo netti all'ora (per i più fortunati) o forse potremo toccare la ricchissima e pantagruelica soglia dei 6 euro e qualcosina? Otto anni di futuro incerto in una situazione nazionale e mondiale da non lasciare nessuno sano di mente tranquillo. 
Il 29 gennaio le mostre finiranno (a meno che non vi siano ulteriori proroghe). Dopo il nulla. Dopo qualcuno sarà felice di averci tenuti buoni fino a quella data, in una situazione in cui si sta tagliando in continuazione il personale.

Voi che leggete queste mie personali righe - che raccontano un disagio condiviso con tutti i miei colleghi in Reggia - avrete perso, credo, 5-10 minuti della vostra vita. 
Io, se gli uomini e il cielo vogliono, desidero fortemente non perdere otto anni del mio futuro, perché credo ancora che si possa costruirlo migliore. 


Grazie.

Alberto B.

venerdì 21 ottobre 2011

Delegati sindacali licenziati alla Reggia di Venaria?


Oggi 21 ottobre 2011 vi è stata una riunione tra la dirigenza REAR e il sindacato USB per discutere sul licenziamento dei delegati sindacali Antonio Mammone e Sacha Contu. I due sarebbero accusati di "grave insubordinazione". Il presunto "reato" commesso dai due delegati risale agli inizi di ottobre, quando la REAR aveva già reciso ogni dialogo sindacale con l'USB e aveva rifiutato un permesso sindacale ai due per partecipare a una riunione nella sede del sindacato in corso Marconi a Torino. 
Ricordiamo che la REAR è in lotta aperta (anche giudiziaria) con il sindacato USB soprattutto per la questione della Mole Antonelliana, dove alcuni iscritti sono stati licenziati perché critici circa il decurtamento del 10% del loro già basso stipendio (4 euro netti all'ora). Per capire bene la faccenda potete leggere l'altro articolo in proposito presente nel nostro blog cliccando QUI. La questione, come da noi già scritto, è approdata anche in Regione Piemonte, dove Mauro Laus, presidente della REAR, è Consigliere Regionale del Partito Democratico.
Per tale rottura nei rapporti tra sindacato e azienda venne negato il permesso sindacale ai delegati USB per partecipare alla riunione in sede USB. Quel giorno Antonio e Sacha andarono comunque in corso Marconi, convinti di stare esercitando un loro diritto, ricevendo così una lettera con l'accusa sopracitata. Oggi la direzione REAR li ha incontrati insieme agli avvocati per definire un loro possibile licenziamento. Ecco l'SMS che Antonio Mammone ha mandato a tutti gli iscritti USB della Reggia di Venaria.
Buongiorno a tutti/e, oggi io e sacha siamo stati alla rear per discutere della nostra situazione. Abbiamo detto che sono i lavoratori che scelgono il sindacato e i delegati da cui farsi rappresentare, e quindi che noi continueremo a fare il nostro lavoro e che non abbiamo paura di loro. Per una riunione a cui io e sacha abbiamo partecipato vogliono licenziarci... Tra lunedì e mercoledì ci faranno sapere la loro decisione!!!! Non vi preoccupate, lo fanno per spaventare, ma non hanno capito con chi hanno a che fare. Stiamo uniti, hanno una paura fottuta di noi!!!! Antonio e Sacha, due dei vostri delegati.
Antonio Mammone ha dichiarato che "l'attacco subito da me e da Sacha è solo un atto politico da parte della cooperativa di Mauro Laus nei confronti di un sindacato, l'USB, che sta lottando per dare più dignità a dei colleghi sfruttati in Reggia e in altri musei, come la Mole Antonelliana"; sempre a detta di Antonio Mammone, il loro licenziamento servirebbe solo per intimidire i lavoratori nelle relazioni sindacali.
Il licenziamento di due delegati sindacali, con le premesse illustrate, potrebbe essere un atto eccessivo e molto grave per la libertà sindacale dei lavoratori della Reggia di Venaria, anzi il più grave mai accaduto nel cantiere dalla sua apertura nel 2007. Se veramente la prossima settimana Antonio e Sacha venissero licenziati, 80 lavoratori su 120 della Reggia di Venaria si vedrebbero privare dei loro rappresentanti sindacali. Questo a causa del loro impegno sindacale a favore dei lavoratori stessi. L'attacco a un sindacato non è mai un attacco a un sindacato solo, ma all'idea stessa di sindacato: se oggi possono farlo con i lavoratori iscritti all'USB (che tra l'altro è il sindacato maggioritario) perché non possono farlo con i lavoratori degli altri sindacati?


Mi domando: quale sarà la reazione degli 80 e più sopracitati lavoratori presenti in Reggia? Accetteranno una decisione in tale senso o reagiranno magari con uno sciopero? I prossimi mesi sono mesi molto importanti per la Reggia di Venaria, non solo continua la mostra sulla Moda italiana (che sta riscuotendo grandissimo successo), ma a novembre aprirà anche l'attesissima mostra su Leonardo, che ha già registrato il tutto esaurito di prenotazioni e che esibirà per la prima volta il celeberrimo autoritratto del genio rinascimentale. Uno sciopero dei lavoratori in difesa dei propri delegati sindacali in questi mesi caldi rischia di attirare tutta la visibilità mediatica possibile sulle condizioni di lavoro presenti alla Reggia di Venaria e nei cantieri dove opera la REAR; una visibilità che forse né il Consorzio di Valorizzazione Culturale della Venaria Reale e né la REAR di Mauro Laus avrebbero piacere di avere. 


Zak McKracken