Frase del mese

FRASE DEL MESE

"Sono fiero dei miei collaboratori, che hanno creato un bando complesso, rigoroso, fatto in modo scientifico" (Mario Turetta, direttore della Reggia di Venaria), infatti taglia del 40% i servizi e non da garanzie chiare su contratti e assunzioni...

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giovedì 28 aprile 2016

La nostra dignità, il nostro lavoro valgono più di 7000 voti


Ormai siamo vicini allo sciopero indetto dall'organizzazione sindacale maggioritaria in Reggia, la USB, il primo maggio. In questi mesi abbiamo chiesto aiuto e ascolto a tutte le forze politiche, dal PD al M5S fino a SEL... abbiamo chiesto ascolto e interventi contro i nostri tagli a tutte le istituzioni interessate, dal comune di Venaria alla Regione Piemonte; abbiamo ricevuto solo il sostegno di Marco Grilmaldi (SEL) e Francesca Frediani (M5S) e, tra i candidati sindaco alla città metropolitana di Torino, di Giorgio Airaudo e di Chiara Appendino. Anche il sindaco di Venaria, Roberto Falcone (M5S), dopo diversi tira e molla e dopo esserci presentati in corteo sotto il comune, ci ha ricevuti. Dall'attuale sindaco di Torino Piero Fassino niente, anche se in passato ha contribuito a riaccendere i riflettori per la rinascita della Venaria. Dal PD, quel partito che si vanta di essere depositario più di tutti della tradizione popolare e di sostegno alla classe lavoratrice del PCI, zero (se va bene) o addirittura falsità e attacchi alla nostra condizione: l'assessore PD alla cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi si nasconde dietro al mantra "non sono tagli, è una razionalizzazione" (alla faccia! 40% di razionalizzazione fa diventare lei poco razionale però! Ecco che noi la aiutiamo volentieri e le spieghiamo che si sbaglia); Mauro Laus arriva a dire che in passato per i lavoratori si sono "buttati soldi", quando la situazione del personale in reggia è già da anni precaria (e cerchiamo da anni di denunciarla qui, qui e qui). Arriva perfino a dire che non si può indicare il contratto in gara d'appalto, quando il Consiglio Regionale ha votato una delibera in cui obbliga invece l'indicazione del contratto di categoria (per noi il Federculture) negli appalti pubblici regionali (la Regione Piemonte, oltre a possedere gli spazi, è parte rilevante del cda del Consorzio che gestisce la Reggia di Venaria).
Mauro Laus, noto difensore dei diritti dei lavoratori, spiega che si sono buttati soldi per il personale e che non si può garantire uno specifico contratto. Sbaglia. Mente o è solo distratto?
Sarebbe bello chiedere al candidato e sindaco uscente Piero Fassino se accetta che la Venaria perda lavoratori e servizi, dopo molti anni faticosi di restauro e di affermazione turistica: era quello che immaginava nel 1996 quando in quella notte venne con Walter Veltroni e si stupì di quel rudere che nessuno conosceva? Ebbene, noi quel rudere divenuto bellezza per tutti lo custodiamo, lo apriamo e lo spieghiamo anche ai 55mila visitatori che tra il 24 e il 25 aprile sono venuti alla Venaria e di cui si è tanto vantato. Non è lasciando noi a casa che si aiuta a rendere Torino e cintura mete turistiche ambite. Vorremmo chiedere tutto questo, ma né dal sindaco PD Fassino e da nessuno di quel partito c'è stata una reale volontà di ascolto dei nostri problemi e del rischio che corre la Venaria Reale. 

Ma poi abbiamo capito perché.

La matematica è regina e sovrana in questa faccenda, cosa possiamo fare noi contro questa regina "razionalizzante" (come direbbe la Parigi)?

Perfomance istituzionale
Mauro Laus, consigliere regionale PD, arrivato in Regione grazie a 7000 e più voti ottenuti, è l'ex presidente della temuta REAR (cooperativa leader negli appalti pubblici in musei, teatri, servizi bibliotecari, ecc... con migliaia e migliaia di dipendenti-soci), che ha licenziato senza giusta causa 5 persone (qui all'epoca raccontammo l'accaduto, qui altri epigoni anche politici della vicenda), che paga 4€ netti all'ora i suoi soci senza tutele e orari garantiti, che vince ogni concorrenza con il massimo ribasso sugli stipendi, facendo paura ad altre cooperative e aziende che a Torino non riescono a vincere da anni appalti importanti in cui la REAR è presente... Da quando Mauro Laus, oggi presidente del Consiglio Regionale piemontese, ha fatto carriera politica la sua "creatura" è passata in mano alla cognata, Valeria Cardone, rimanendo un affare di famiglia. Qualcuno, anche se non va più di moda, griderebbe al conflitto di interesse (omioddio!).
Noi non sappiamo se la REAR vincerà la gara d'appalto, anche se sembra avere tutte le carte in regola per vincere questa gara visto che la gara garantisce molti strumenti che la facilitano nell'impresa (dalla mancanza di una chiara clausola sociale alla non identificazione di un contratto da adottare), ma sappiamo che per il PD piemontese probabilmente 7000 voti pesano più dei nostri 103 (più rispettive famiglie che manteniamo). 

Quello che 7000 voti ottenuti con Mauro Laus non possono eguagliare è la nostra dignità. E anche la vostra.


Noi non ci stiamo. 
Non permetteremo di avere il nostro stipendio dimezzato, le nostre tutele cancellate, i nostri orari diminuiti per l'interesse di qualcuno, che sia Laus o un altro, che vuole offrire un servizio alla Venaria Reale facendo la cresta sulle nostre vite e sul peggiore servizio che il 40% di tagli porterà.

Citiamo le parole che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato il 25 aprile appena trascorso: "È sempre tempo di Resistenza".
Caro presidente Laus, che in questi mesi, in questi anni, ci ha solo buttato addosso fango dall'alto della sua posizione e della sua fortuna economica ottenuta con i 4€ netti sputati dei suoi lavoratori: stia tranquillo, noi quel consiglio lo abbiamo recepito. 

Ci vediamo il primo maggio.




APPENDICE.: per gli smemorati, ecco cosa accadde dopo il sostegno del regista inglese Ken Loach di fronte al licenziamento di alcuni soci REAR dalla Mole Antonelliana e che figuraccia colossale fece fare allora Mauro Laus a tutti noi:

Nel 2014 Mauro Laus, dopo queste perfomance, è stato eletto dalla maggioranza di centrosinistra Presidente del Consiglio Regionale piemontese. Attendiamo altre perfomance con contorno di conflitto d'interesse.

mercoledì 6 aprile 2016

Quanto può far male una forbice? Tagli di ieri e di oggi alla Reggia di Venaria


COSA STA ACCADENDO ALLA REGGIA DI VENARIA?
Odore di tagli alla Reggia di Venaria. Tagli agli sprechi? No. Taglio di personale. Quello che sta alla base della filiera, quello subappaltato ma fondamentale perché è quello che cura la cosa più preziosa che possiede la Venaria: i suoi visitatori.
Infatti dopo quasi nove anni di attività, la nuova gara d'appalto per i servizi di sorveglianza, assistenza, custodia, accoglienza, biglietteria, call center e attività didattiche, indetta dal Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale (l'ente che gestisce la reggia sabauda), ha deciso di:
- tagliare del 40 per cento circa le ore di servizio (da 113000 a 71000);
- non pagare i futuri servizi di attività didattiche, accoglienza e call center (saranno in concessione e sul spalle dell'azienda/cooperativa che vincerà l'appalto); 
- ridurre la paga oraria;
- non fissare il contratto di categoria;
- non garantire ai lavoratori già in servizio il totale assorbimento.

Insomma, può bastare (e avanzare) per giustificare la forte mobilitazione che i 103 addetti di sala, biglietteria, call center, accoglienza e didattica hanno fatto partire. Il 4 aprile 2016 in prefettura il sindacato USB era presente, chiamato dal Prefetto di Torino, con una nutrita delegazione di lavoratori e lavoratrici, per incontrare il Consorzio e trovare una conciliazione: il Consorzio non si è presentato. Sembrano ormai inevitabili futuri scioperi nel mese di aprile per tentare di obbligare il Consorzio a ritirare la gara d'appalto.

PIÙ VISITATORI, MENO LAVORATORI PER ACCOGLIERLI.
Un taglio incredibile e difficile da credere, visti anche gli ultimi successi di pubblico che la Venaria Reale ha avuto in queste settimane a ridosso delle festività pasquali. Risultati di cui lo stesso Consorzio si vanta e declama a gran voce: ben 14000 visitatori solo a Pasquetta. Anche La Repubblica ne ha parlato. Da Sabato Santo a Pasquetta in tutto 25700 visitatori. Il pienone non sembra fermarsi, perciò neanche il successo della Venaria, che ha aperto da poco una grande mostra sul fotografo Steve McCurry.
Tantissimi visitatori, ma meno addetti per accoglierli, guidarli, aiutarli a godersi un patrimonio UNESCO che dal 2007 incanta moltissime persone. Tagliare del 40 per cento i servizi aiuterà i visitatori oppure no?

LA GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO: NON È UNA NOVITÀ.
Ma questi sono solo gli ultimi e più vistosi tagli che il Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale - di cui Mario Turetta è direttore - ha fatto, gli ultimi di una serie che proviamo a riassumere qui. Tutti tagli che penalizzano certamente i lavoratori, ma anche il servizio per i visitatori, che pagano regolarmente il loro biglietto.
Di fronte a forti tagli già avvenuti in questi anni, l'ulteriore taglio del 40 per cento di quello che è rimasto è maggiormente incomprensibile. Proviamo allora a capire cosa già oggi si è tagliato, per rendersi conto di quanto il servizio già ridotto funzioni o meno. Qui di seguito confrontiamo la situazione in alcuni ambienti.

LE SALE INTERNE
Nel 2007/08 quando la Reggia aveva aperto i battenti aveva ovviamente bisogno di molto personale, sia perché è sintomatico per ogni attività di nuova apertura, ma anche per le enormi aspettative e il grande successo che ha avuto fin dall'inizio. Quindi dopo i primi mesi di assestamento e di una maggiore razionalizzazione del personale ecco quali erano le sale presidiate:
Le postazioni con G cerchiata in arancione, nel periodo 2008-2012 - Piano Seminterrato

Le postazioni con G cerchiata in arancione, nel periodo 2008-2012 - Piano Nobile
Nel 2012 parte il nuovo appalto e dopo qualche mese ecco ulteriori tagli, questa volta non per una sintomatica organizzazione dopo i primi mesi di grande afflusso di gente, ma per far cassa:
Le postazioni con G cerchiata in arancione, nel periodo 2012- oggi - Piano Seminterrato
Le postazioni con G cerchiata in arancione, nel periodo 2012- oggi - Piano Nobile
Si può notare come nel Piano seminterrato siano spariti ben otto lavoratori su quattordici, lasciando un solo addetto con mansioni di primo soccorso, accoglienza e sorveglianza per le prime sale di visita (dalla sala 1 alla sala 13). Ma anche al Piano Nobile i tagli si vedono, tanto che la sala più famosa e bella della Reggia perde il presidio fisso, cosa già denunciata su questo blog il 15 ottobre 2012, documentando come ciò portasse a gravi problemi di sicurezza e incuria.
Nel computo non sono state calcolare le sale che dal 2008 a oggi si sono aggiunte perché restaurate e aperte al pubblico, dedicate alle mostre temporanee, cioè quelle de Le Sale delle Arti, delle Scuderie e della Citroniera. Si sono aggiunte sale e mostre, ma si è tagliato il personale. 

I GIARDINI
Di sicuro i bei giardini della Reggia sono quelli che hanno subito i tagli più cospicui, benché nel corso degli anni si siano aperte anche qui sempre nuove zone, come i Potager Royal (gli orti).
Secondo voi quante persone di servizio ci sono per guardare gli 80 ettari dei giardini e per esser d'aiuto a chi vi fa visita? Cinque? Quattro? Due?
Uno.
Sì, avete letto bene. Uno. 1 su 80 ettari.
Un solo addetto che, dotato di macchinina, non può però allontanarsi dagli specchi d'acqua della Peschiera e del Canale Centrale.
Andiamo con ordine, qui invece la presenza di addetti dal 2008 al 2012:

Invece oggi la situazione è, tristemente, questa:
A parte l'ingresso 1 (la Torre dell'Orologio), su cinque addetti ai giardini ne è rimasto uno, che però, ripetiamo, non può spostarsi ovunque. 
Andiamo allora a guardare la copertura del servizio, prima e dopo i tagli del 2012


La copertura totale dei giardini PRIMA del 2012 (a destra la zona del potager royal in nero, ancora non pronta e chiusa al pubblico)
La copertura totale dei giardini DOPO il 2012 (a destra la zona del potager royal aperta e fruibile)
Perciò, di fronte a un aumentare dell'area visitabile, si è scelto di tagliare personale. L'unico rimasto è l'addetto con la macchinina per il controllo degli specchi d'acqua, imposto dall'ASL. 

NON BASTA? LA TEORIA DEI GIOCHI
Quindi dal 2012 a oggi la Reggia di Venaria ha già avuto (e subito) diversi cospicui tagli. Possono bastare? A quanto pare no. È rimasto ben poco, ma di questo "ben poco" si vuole toglierne il 40 per cento. Inoltre non si garantisce il contratto nazionale di categoria Federculture. Lo stipendio medio in Reggia si aggira intorno ai 800-900 euro, la maggior parte dei contratti sono part-time, la maggior parte dei lavoratori e delle lavoratrici hanno una famiglia da mantenere. 
La Teoria dei Giochi è quella tattica che porta a scelte individuali per il massimo guadagno di tutti: se ci guadagniamo un po' tutti non posso che vincere anch'io. Perciò la domanda con cui vorremmo chiudere è: non converrebbe a tutti, Consorzio, visitatori, lavoratori, Regione Piemonte, non fare ulteriori tagli visti già quelli avvenuti in passato?
Si attendono logiche e sensate risposte, il più possibile sagge e concrete.

martedì 1 maggio 2012

Primo maggio e Federculture, un primo bilancio


Dopo anni di paziente lotta, dopo una serie di scioperi e di vicende giudiziarie sembra finalmente che le lavoratrici e i lavoratori della Reggia di Venaria ce l'abbiano fatta... da oggi, primo maggio 2012, sono inquadrati con il contratto di categoria nazionale Federculture presso l'ATI La Corte Reale, l'azienda nata dalle costole di REAR, Copat e Codess appositamente per l'appalto alla Reggia di Venaria. Un risultato ambito da anni ormai.
Nel nostro blog già dalla sua nascita si possono trovare sulla barra laterale destra sia l'intero CCNL Federculture (con anche le successive modifiche) sia un suo riassunto. Vi consigliamo di scaricarli e di leggerli bene per essere consapevoli dei diritti e dei doveri che vi sono scritti. Inoltre secondo l'articolo 14 del Federculture ciascun lavoratore/trice dovrebbe ricevere dal proprio datore di lavoro (l'ATI La Corte Reale) una copia aggiornata del contratto.
Riproponiamo inoltre qui di seguito la tabella retributiva. Per capire la propria paga oraria lorda prendete la retribuzione mensile dell'ultima tabella a destra della vostra categoria e dividetela per 162. 
Esempio: per gli A1 la paga oraria lorda sarà €1337,29:162= €8,25


Per ottenere questo contratto ci sono voluti diversi scioperi e anni di stancanti tira e molla. Quindi innanzitutto non possiamo che dirci a vicenda "grazie" per questo risultato raggiunto; un grazie in particolare alla stragrande parte dei colleghi della sorveglianza sale, del servizio guide, della biglietteria, del Bookshop e del call center che hanno scelto di mettersi in gioco e di rischiare  per avere un futuro lavorativo migliore, soprattutto alla luce di una realtà sociale critica e non ottimistica, in cui la crisi sta fagocitando sia lavoratori dipendenti che imprenditori. In futuro ricordiamoci che molti non volevano l'applicazione di questo contratto e che nonostante tutto ora l'abbiamo ottenuto. Perciò ancora: grazie.

Nel complesso la situazione dovrebbe quindi andare a migliorare: retribuzione di circa un euro in più all'ora, indennità per i festivi, garanzie sindacali maggiori, forte accento sulla formazione e sulla crescita professionale del lavoratore, possibilità dell'avere ticket restaurant, ecc... 
Ma sarebbe un po' ipocrita e anche insensibile nel non vedere i problemi e le difficoltà sopraggiunte nel passaggio dal vecchio al nuovo appalto.
In primis i dipendenti del Bookshop, che vedono non solo ancora una volta nel giro di alcuni mesi un forte taglio delle proprie ore, ma anche un inquadramento da contratto con la disponibilità da 0 a 37 ore (senza un orario fisso cioè); anche molti colleghi della sorveglianza nelle sale, quelli che nell'appalto appena conclusosi erano soci REAR, continueranno a non avere un orario fisso e certo, ma solo la disponibilità da 0 a 37 ore; i turni sono ripartiti in maniera fortemente orizzontale, facendo lavorare anche i part-time sei giorni su sette, costringendo così anche chi abita lontano di spendere molto in trasporti per venire a Venaria per lavorare solo 4 ore giornaliere (e tutti noi conosciamo i rincari che la benzina sta subendo in quest mesi); il problema delle domeniche non è stato ancora risolto: sono quattro anni che tutti i fine settimana la gran parte dei lavoratori lavora senza turnazione, senza potersi godere neanche una domenica al mese con la propria famiglia, partner, amici, ecc... idem per le festività; la situazione non ancora chiara per le guide.
A mio personale giudizio sarebbe sciocco convincerci che abbiamo raggiunto un risultato col quale congratularci e godercela: il CCNL Federculture deve essere non il punto d'arrivo ma il punto di partenza per risolvere questi problemi e per garantire una situazione lavorativa ottimale, partendo dalla lettura e dall'applicazione del Federculture stesso.

Perciò buon primo maggio a noi tutti/e, non per essere semplicemente e giustamente soddisfatti di questo importante traguardo in tempi non facili per chi rivendica diritti e aumenti sul proprio posto di lavoro, ma per essere sempre più coscienti di dover difendere e salvaguardare i diritti conquistati o mancanti, nostri e dei nostri colleghi.

Zak McKracken

mercoledì 4 aprile 2012

Sentenza del 3 aprile 2012

Da alcune fonti apprendiamo che la sentenza tanto attesa di oggi ha dato ragione alla "Corte reale"  formata dalle cooperative REAR, Copat e CODESS.


Attendiamo ulteriori notizie per potervele trasmettere tramite il blog.


Zak McKracken

venerdì 2 marzo 2012

IMPORTANTI AGGIORNAMENTI PER I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DELLA REGGIA

In data 21 febbraio 2012 è stata concessa dal Consiglio di Stato la sospensiva richiesta dalla Corte Reale - ente preposto, nel nuovo appalto, al coordinamento e alla gestione del personale di sala, di accoglienza, biglietteria, call-center e guide.
La sentenza di merito verrà emessa il prossimo 3 aprile.  Con ogni probabilità, essa confermerà l'affidamento dell'appalto, in base al capitolato precedentemente stilato dal Consorzio di Valorizzazione Culturale e in attuazione del CCNL Federculture, alla cordata di cooperative (composta, lo ricordiamo, da Rear, Copat e Codess Cultura) che prende appunto il nome di Corte Reale.
Maggiori informazioni e approfondimenti verranno pubblicati su questo blog nei giorni a venire.
La Redazione

martedì 31 gennaio 2012

Fallimento del tentativo di conciliazione, future iniziative di lotta

Ieri 30 gennaio alla prefettura di Torino vi è stato un tentativo di conciliazione tra i sindacati presenti in Reggia (USB e CGIL), il Consorzio di Valorizzazione Culturale (l'ente che gestisce la Reggia di Venaria) e le aziende che attualmente godono dell'appalto ancora vigente in Reggia (REAR e Copat). Proprio la questione dell'appalto è la mela della discordia tra questi tre soggetti: quello attuale da più di un anno è scaduto ed è in deroga; il nuovo appalto, che stenta a partire, dovrebbe garantire ai lavoratori della Reggia il contratto Federculture, il contratto di categoria, un contratto migliore, sia nella retribuzione che nelle garanzie lavorative. Attualmente i lavoratori e le lavoratrici della Reggia hanno il contratto multiservizi (i più fortunati, benché percepiscano all'incirca 5,50€ netti all'ora) o il contratto UNCI (contratto giudicato incostituzionale perché non riconosce una dignitosa retribuzione e applicato ai soci-lavoratori REAR, benchè già nel 2008 la Regione Piemonte, garante allora del primo appalto, avesse chiarito che il contratto multiservizi doveva essere l'unico contratto possibile all'interno della struttura).

Si può scaricare cliccando qui il verbale ufficiale redatto dalla Prefettura di Torino, dove  leggere il risultato delle trattative per il tentativo di conciliazione.

Molti i temi discussi durante l'incontro in Prefettura. Lo stesso Consorzio ha ammesso che i lavoratori stanno subendo un danno economico senza averne colpa e perciò, come piccola forma temporanea di compensazione, è stata concessa l'erogazione dei buoni pasto dal mese di agosto, in previsione di una tempestiva applicazione del nuovo contratto all'interno dell'assegnazione del nuovo appalto. Ma ora la data di partenza del nuovo appalto è slittata ulteriormente chissà quando.
Le cooperative che lottano per vincere la gestione della Reggia di Venaria (da una parte le neo alleate REAR, Copat e Codess Cultura, dall'altra la Socioculturale) si stanno fronteggiando con ricorsi e controricorsi: il boccone è ghiotto, essendo la Reggia uno dei siti museali più visitati d'Italia (un milione di visitatori dal 17 marzo 2011 al 28 gennaio 2012), ma così si rischia di dover attendere il giudizio del Consiglio di Stato con gli attuali contratti fino alla fine del 2012. Il Consorzio, a detta dei sindacati, avrebbe potuto assegnare fin da subito un appalto provvisorio (per far partire l'applicazione del contratto Federculture), ma non l'ha fatto. 
Da più di un anno i lavoratori della Reggia denunciano non solo la mancanza di una reale volontà di ascolto di aziende e Consorzio sui contratti, ma anche condizioni di lavoro che vanno sempre più peggiorando, con tagli delle ore, delle postazioni, dei mezzi per garantire un buon servizio al visitatore.
Inoltre con la chiusura della Reggia nel mese di marzo, per il secondo anno di fila e dopo le promesse dell'anno scorso che ciò non sarebbe ulteriormente accaduto, i lavoratori dovranno andare in ferie forzate, giocandosi permessi e ferie accumulate in un anno. Le ferie e i permessi sono l'unica valvola di sfogo per chi fa un lavoro che lo impegna tutte le domeniche e in tutte le festività civili e religiose (compreso il Primo maggio, escluso il Natale).

Come conseguenza del forte disagio che si respira da mesi, per la prima volta il 27 gennaio 2012 la Reggia ha dovuto chiudere l'ingresso ai visitatori per l'altissima partecipazione dei lavoratori che hanno partecipato allo Sciopero Nazionale Generale di alcune sigle sindacali di base (tra cui anche l'USB). 

Il sindacato USB (e si attende a breve una decisione analoga dalla CGIL) ha indetto due ulteriori scioperi: uno il 3 febbraio 2012 (solo per il call center) e l'altro domenica 5 febbraio 2012 per tutti gli altri comparti. 

Facile e attesa un'ulteriore alta partecipazione dei lavoratori.

Riportiamo qui di seguito il volantino oggi distribuito alle lavoratrici e ai lavoratori della Reggia dal sindacato USB:

Clicca sull'immagine per ingrandirla
Zak McKracken


giovedì 12 gennaio 2012

Una voce tra tante


Chiunque avrà voglia di perdere qualche minuto della propria vita, grazie. 
Sono un "ragazzo" di quasi 28 anni, da quattro anni e qualche mese lavoro alla Reggia di Venaria Reale con un contratto part-time. Laureato in storia, molti sogni nel cassetto, grande incertezza sul futuro, faccio il guardiasala.
Io, il mio posto di lavoro, ho imparato ad amarlo e a odiarlo. In qualche modo posso ritenermi fortunato, visto che molte persone imparano solo a odiarlo. La Reggia mi ha garantito un minimo di sopravvivenza, perché, sembra strano doverlo specificarlo, a 25-28 anni una persona vorrebbe concretizzare appieno i suoi sogni, le sue idee e le sue scelte di quello spazio di tempo che noi tutti chiamiamo vita. Faccio comunque fatica ad arrivare a fine mese. Non posso accedere a un mutuo, perché il mio stipendio non me lo permette. Da quattro anni (a parte durante un'aspettativa di due mesi presa per la stesura della mia tesi di laurea) non faccio una festività, non ho passato una domenica libera, se non usando permessi e ferie. Io e i miei colleghi non abbiamo mai quel buco di riposo riconosciuto (come per altri può essere il primo maggio o pasquetta) durante l'anno in cui avere un attimo di respiro per godersi la famiglia, gli amici, il tempo con se stessi.

Perché questa introduzione? Queste poche righe che scrivo mi rappresentano, ma avrei potuto scrivere di tanti colleghi, di tante vite, di tante situazioni simili e diverse, di chi non arriva a fine mese con figli a carico, di chi ha due lauree e cerca di sbarcare il lunario, di chi ha un mutuo, di chi deve sposarsi o vorrebbe ma non può, ecc... tutte vite concrete.
Sono tante le vite che si intrecciano e a volte si scontrano alla Reggia di Venaria... tutte cose concrete. Non sempre è facile percepire questo quando si incontrano tutti i giorni le stesse facce in maniera superficiale senza andare oltre, se va bene, ad un cortese "ciao" o "buongiorno".

Da due anni ormai ci sono trattative tra il Consorzio di Valorizzazione Culturale (l'ente che gestisce l'intera struttura) e i sindacati, riguardanti il cambio di contratto, un contratto che esiste già da anni e che è quello specifico per la categoria: il contratto federculture.
Posso immaginare quanto l'applicazione di un contratto del genere (migliore dal punto di vista contributivo e delle condizioni di lavoro e di formazione dei lavoratori) possa far storcere il naso a molti non solo all'interno del Consorzio, ma anche a molti dell'intero sistema museale. Potrebbe creare un precedente rischioso e non mi stupisco se molti vogliano far saltare questo nuovo appalto ancora non partito. 
Capisco anche la complessità della lotta e della vicenda, aggravatasi dai diversi ricorsi legali tra aziende e cooperative che si contendono il boccone della Venaria.
Da più di un anno doveva partire il nuovo appalto, ma ancora niente.

Ho partecipato anch'io all'assemblea sindacale di lunedì 9 gennaio scorso. Mi sono portato dentro un disagio grande quanto i quattro anni passati in Reggia, lo stesso disagio, la stessa rabbia che sento, che percepisco dai miei colleghi. Sono stato contento per una volta di poter sentire dalle voci irate e deluse dei miei colleghi che il disagio non appartiene solo a me; intendiamoci, non sono per niente convinto dell'antico agio "mal comune mezzo gaudio", ma la rabbia e il disagio, se condivisi, si possono trasformare in cose concrete, in azioni ponderate e ben mirate, in azioni di lotta. 

La concretezza è ciò che manca e che ci è mancato in questi anni, ogni volta sempre a rincorrere promesse e parole forniteci dagli stessi piazzisti. Ma io sono molto deluso anche dall'azione sindacale svoltasi in questi mesi, molto attendista, e, a mio parere, non sempre in linea con la volontà dei lavoratori. Ad agosto mi ricordo benissimo che si era votato di fare due scioperi: uno al 15 agosto (poi non fattibile per la franchigia ministeriale ma trasformato in un'assemblea sindacale con volantinaggio di protesta) e poi un altro, se non vi fossero state azioni concrete del Consorzio per dare un'aggiudicazione provvisoria del nuovo appalto (fermo da un anno), a settembre... ma il mandato dei lavoratori non è stato rispettato, perché alla fine in Reggia non si è mai fatto uno sciopero (c'è stata solo una partecipazione a quello nazionale) e noi, come risposta, abbiamo ottenuto un ulteriore proroga del vecchio appalto fino a fine gennaio 2012, senza sapere NIENTE dei nostri destini. Forse perché, da quanto ci fanno intendere, a pochi - in primis nel Consorzio - frega qualcosa del nostro futuro: si abbia almeno l'onestà e il coraggio di dircelo, tanto noi già lo sappiamo. Non voglio fare di tutta un'erba un fascio, ma da ciò che abbiamo appreso in assemblea a fine gennaio c'è l'intenzione di concedere un'altra qualche forma di proroga, rimandando ulteriormente l'applicazione (anche provvisoria) del nuovo contratto federculture, sconfessando ancora una volta la parola data da parte del Consorzio.


Mi ha fatto male lunedì scorso all'assemblea sindacale esser trattato dal mio sindacato come un bambino da istruire: sono stufo che altri mi spieghino la cronistoria delle vicende della Reggia per farmi capire quali progressi sono stati raggiunti quando quelle vicende le sto vivendo in prima persona. Inoltre sono stufo di fare assemblee sindacali di lunedì, il giorno di riposo per molti di noi, per non dare ulteriori fastidi alla gestione della Reggia; non accetto la risposta che in tale modo si fanno guadagnare 2 ore in più ai lavoratori: ma siamo così meschini di accontentarci di 11 euro? Inoltre è allucinante scoprire dalla stessa voce dei sindacati alcuni errori enormi commessi nei mesi scorsi, come quello di non precettare le aziende per alcune sostituzioni del personale avvenute durante lo sciopero generale del 6 settembre.
Io non voglio negare i risultati ottenuti in questi anni dai sindacati, ma credo che da questa estate ci sia stata una grossa carenza di concretezza e ci stiamo giocando il nostro futuro e intanto anche chi fa un tempo pieno di 40 ore non raggiunge 900-1000 euro al mese... 
Vorrei che i sindacati invece di chiedere con parole coraggio a noi si convincessero a darci quella concretezza che chiediamo da tempo: NON ABBIATE PAURA DI DARCI LA POSSIBILITÀ DI LOTTARE PER IL NOSTRO FUTURO! La partecipazione dei lavoratori non è in discussione, tanto che in assemblea gente che mai si è esposta chiedeva ad alta voce di scioperare! Cosa dobbiamo aspettare, che al 29 gennaio - quando finiranno tutte le mostre e non ci saranno più eventi e visitatori alla Reggia - ci dicano "Ci dispiace, ma non se ne fa nulla"?
Non voglio attaccare l'impegno e la volontà dei miei delegati, di coloro che sono miei colleghi, che in questi anni si sono spesi e hanno anche pagato con fatica in più e con la propria faccia il proprio servizio per tutti; in loro ripongo la mia fiducia e la mia stima.  Questo non è un giudizio alle persone, ma una richiesta di maggiore concretezza e attenzione nelle scelte del breve futuro davanti a noi.

Il nuovo appalto deciderà le nostre vite per otto anni: avremo ancora uno stipendio di 5 euro e mezzo netti all'ora (per i più fortunati) o forse potremo toccare la ricchissima e pantagruelica soglia dei 6 euro e qualcosina? Otto anni di futuro incerto in una situazione nazionale e mondiale da non lasciare nessuno sano di mente tranquillo. 
Il 29 gennaio le mostre finiranno (a meno che non vi siano ulteriori proroghe). Dopo il nulla. Dopo qualcuno sarà felice di averci tenuti buoni fino a quella data, in una situazione in cui si sta tagliando in continuazione il personale.

Voi che leggete queste mie personali righe - che raccontano un disagio condiviso con tutti i miei colleghi in Reggia - avrete perso, credo, 5-10 minuti della vostra vita. 
Io, se gli uomini e il cielo vogliono, desidero fortemente non perdere otto anni del mio futuro, perché credo ancora che si possa costruirlo migliore. 


Grazie.

Alberto B.